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I segreti per diventare un bravo scrittore

ottobre 13th, 2010

Non ho segreti utili a chi voglia intraprendere questo mestiere. Tranne questo: qualunque cosa uno scriva, deve buttare giù velocemente una prima stesura e rivedere lo scritto a lungo affinché il mondo che ha creato sembri più ricco e reale di quello che vive. L’esperienza stessa che proviene dalla lettura è come vivere ciò che si legge. Uno scrittore di successo crea un debole, palpitante mondo nel quale il lettore entra per assaporare, odorare, ascoltare, toccare. Leggere è un’esperienza sensoriale e per ricreare questa sensazione un vero scrittore deve essere abile e ricettivo verso tutto ciò che il mondo gli offre. Come disse una volta Hanry James: “Lo scrittore è uno in cui nulla è perduto”.

Lin Enger, scrittore e professore di scrittura creativa presso la Minnesota State University, nell’intervista realizzata da Mario A. Rumor per il mensile “Leggere: tutti” (n.51, settembre 2010, pagg.26-27).

Una parola, un mondo

ottobre 1st, 2010

Sul palco [Bruno Vespa] ha cercato di trattarmi come una contadinella naïve, e mi ha presentata come “scrittrice precaria”. Non ho accettato la reductio ad praecariorum, e ho risposto “siamo tutti precari, è precario anche lei”. L’ho visto fulminato. [...] Le parole creano mondi, anche quelle inautentiche, e io perché devo abitare in un mondo che ha creato Bruno Vespa?

Michela Murgia, vincitrice del premio Campiello con il romanzo “Accabadora”, nell’intervista realizzata da Barbara Alberti per il settimanale “A” (n.38, pag.251)

Stregonerie

settembre 20th, 2010

Il 16 giugno 2009 lo scrittore italiano Andrea De Carlo ha pubblicato sul suo sito un post in cui racconta la triste – e forse immaginabile – verità che sta dietro il più prestigioso premio letterario italiano (e non solo a quello). Il post s’intitola “Perché non partecipo ai premi letterari (e perché mi sono dimesso dallo Strega).”

Invito tutti a leggerlo.

I write like

settembre 16th, 2010

I write like” è un sito che mette a disposizione un software in grado di dirci a quale grande autore è riconducibile il nostro stile di scrittura. O quantomeno questo è ciò che viene affermato. A mio modesto parere si tratta solo di un giochino divertente, che di fondato ha ben poco. Ma se serve a coccolare, per una volta, la propria autostima… beh, perché non provare? (Unico neo: per fare il test bisogna saper scrivere – bene –  in lingua inglese).

L’importanza di cento (e più) correzioni

settembre 13th, 2010

Non c’è correzione, per quanto marginale o insignificante, che non valga la pena di effettuare. Di cento correzioni, ognuna può sembrare meschina e pedante; insieme, possono determinare un nuovo livello del testo.

Theodor Adorno, Minima moralia, 1951.




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