L’haiku è un tipo di componimento poetico di origine giapponese che consiste di tre versi, ciascuno formato da un numero preciso di sillabe: cinque il primo, sette il secondo, di nuovo cinque il terzo.
Ecco un esempio, opera del maestro di poesia haiku Matsuo Basho:
Nel vecchio stagno
una rana si tuffa.
Rumore d’acqua.
Gli stili applicabili nella composizione di un haiku sono svariati, ma per tutti la sfida è la medesima: comunicare con poco, rendendo quel poco il più pregno possibile. Per far ciò è necessario un processo mentale di “pulizia” che si rivela molto utile, in una visione più ampia, anche come esercizio per gli scrittori che si riconoscono il difetto dell’esposizione contorta e poco chiara dei concetti.
Per comporre un haiku, infatti, è necessario cogliere l’essenza, liberarsi delle sovrastrutture e degli orpelli inutili, eliminare tutto il superfluo che si affolla attorno all’evento, al sentimento o alla sensazione che si vuole comunicare. Inoltre si impara a prestare attenzione al suono delle parole, alla loro lunghezza, alle sfumature di significato.


